A Dubai si riapre ai turisti ed ai business-man dal 7 Luglio

Dubai riparte dopo la pausa forzata del lock-down. Il Governo ha deciso di riaprire le frontiere non solo ai titolari del visto di residenza –  accolti già dal 22 giugno – ma anche ai turisti, che potranno tornare a godersi le attrazioni di Dubai dal 7 luglio: Emirates offrirà collegamenti da Dubai per 40 città a partire dal mese prossimo.

Restano ancora limitazioni ai viaggi, ma Dubai è quindi pronta a ripartire in sicurezza e lo racconta con il video “We Will See You Soon”, dove l’Emirato mostra la sua ricca offerta di posti da visitare e di intrattenimento, da godere in sicurezza grazie agli efficaci protocolli sanitari adottati.

Tra le riaperture già in essere, l’iconico show delle Dubai Fountains, con i suoi giochi di luce, acqua e musica: lo spettacolo ha ricominciato la programmazione nel pieno rispetto delle norme anti-contagio. E’ stata apportata la segnaletica a terra necessaria per favorire il distanziamento sociale, con segnaposto individuali che danno un ulteriore tocco alla scenografia.

Pronto ad accogliere nuovamente i visitatori anche il distretto culturale di Al Seef, luogo in cui si incontrano tradizione e modernità: da qui è possibile ammirare i dhows (le antiche imbarcazioni tipiche emiratine) sul modernissimo Dubai Creek e mangiare nei ristoranti tipici e internazionali.

Hanno riaperto al pubblico anche i centri commerciali, incluso il Dubai Mall – tutti al 100% della capacità, dopo un primo periodo di ingressi contingentati.  All’interno i visitatori e gli operatori dovranno osservare una serie di direttive sanitarie per assicurarsi che tutti si sentano sicuri e pianifichino le loro visite con serenità.

In pratica quindi le principali spiagge, palestre, parchi acquatici, ristoranti, centri benessere, centri commerciali… tutte le principali attività e attrattive sono già pronte a accogliere i turisti e le persone che vivono a Dubai, ansiose di tornare a godersi la vita un lungo periodo di permanenza a casa.

Norme e regolamentazioni per combattere la diffusione di Covid-19

In tutti questi luoghi, sono state messe in atto norme e regolamenti per combattere la diffusione di Covid-19: misure di distanziamento sociale che includono una distanza interpersonale di 2 metri, misurazione della temperatura e una regolare sanificazione delle mani.

In tutta la città vengono inoltre effettuate quotidiane sanificazioni degli ambienti. Così come all’arrivo in aeroporto, i turisti saranno sottoposti al test per il Covid ed a un rigoroso protocollo sanitario che prevede diverse prescrizioni:

  • Compilare un “Modulo di dichiarazione sanitaria” prima dell’arrivo
  • Avere un’assicurazione sanitaria valida
  • Effettuare un test PCR con una validità massima di quattro giorni (96 ore) prima della data del viaggio e mostrare la prova che sono Covid-19 gratuiti all’arrivo a Dubai. In caso contrario, saranno sottoposti a un test PCR all’aeroporto di Dubai
  • Screening termico all’arrivo e sottoporre nuovamente a test se si sospettano sintomi
  • Download e registrazione su “Covid19 DXB smart app”
  • Nel caso in cui un turista risultasse positivo, dovrà isolarsi in una struttura istituzionale fornita dal governo per 14 giorni a proprie spese.

 

Dubai: il sostegno agli imprenditori in difficoltà a causa della pandemia

Ma Dubai non è pronta solo ad accogliere turisti, oggi più che mai attrae tanti imprenditori in difficoltà. Per un anno 0% tasse personali, 0% tasse societarie, no al commercialista, no ai sindacati, no ai bilanci. Una bella prospettiva se paragonata a circa il 70% di tassazione che mediamente incombe sui nostri imprenditori e ai complicati vincoli burocratici che governano il nostro sistema economico.

Per questo motivo l’interessamento per Dubai continua ad aumentare. Sono circa 10mila i residenti italiani a Dubai e oltre 200mila le aziende registrate nelle free zone della sola capitale turistica del Golfo Persico.

Le free zone esistono dal 1985 e oggi se ne contano circa 50: aree fiscali speciali, divise per settori e per regolamentazioni, ma tutte accomunate da un’unica qualità: “Qui non si pagano le tasse”.

Sono soprattutto le Pmi a cogliere questa opportunità, che rappresentano infatti oltre il 94% di tutte le società che operano negli Emirates, di cui il 73% sono Pmi relative al settore ingrosso e dettaglio, il 16% del settore dei servizi e l’11% del settore industriale.

Con straordinaria lungimiranza gli sceicchi hanno saputo quindi diversificare le loro entrate, svincolandosi dalla solo produzione di petrolio e puntando addirittura a trasformare Dubai in un centro globale di energia pulita nei prossimi anni.

Hanno sapientemente creato un sistema di business bilanciato e multiforme, spaziando tra le diverse attività: dal turismo, che rappresenta l’entrata principale dell’Emirato alla libera iniziativa economica che attira gli investimenti stranieri e il mondo della finanza, da centro nevralgico di commerci marittimi del Golfo a catalizzatore di aziende attive nell’Information technology.

In ogni caso, che sia il turista animato dal Revenge Shopping (febbre dell’acquisto post-Covid) o l’uomo d’affari sensibile al lusso e al prodotto qualitativo, Dubai si conferma una scelta d’obbligo per raggiungere un target di profilo elevato e alto spendente, un’audience estremamente interessante da raggiungere e influenzare in questo momento di grande incertezza.

La comunicazione out-of-home si rileva particolarmente efficace per raggiungerlo sia in aeroporto, che nei centri commerciali  o nei raffinati spazi esterni costruiti intorno al consumatore e alle sue esigenze.

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