Campagne Drive-to-store: la comunicazione per incrementare le visite al punto vendita.

Partiamo dalla definizione: per Drive-to-store si intendono tutte le attività di comunicazione che contribuiscono ad aumentare le visite al punto vendita. In epoche che sembrano lontane, era quasi l’unico strumento, insieme alla radio, ad arrivare vicino al momento dell’acquisto. Il famoso “ultimo miglio” di cui l’espressione più alta erano (e sono) i pannelli sui carrelli per la GDO, oppure all’ingresso di un supermercato o di un negozio.

I brand della telefonia ne hanno fatto un utilizzo massiccio per anni con campagne molto importanti.

Il drive-to-store resta ancora oggi uno degli strumenti più immediati, con soggetti pubblicitari mirati alla vendita, ad esempio sconti e promozioni,  oppure con campagne di brand awareness che rimandano comunque ad un indirizzo fisico.

esempio di drive-to-store Furla

E la tecnologia? Quale ruolo gioca nelle campagne drive-to-store

Le analisi predittive possono essere in parte utili anche per pianificare campagne outdoor drive-to-store. Grazie alla tecnologia SDKSoftware Development Kit») che identifica chi ha scaricato una determinata App, possiamo avere informazioni sugli spostamenti e le abitudini dei consumatori.

Siamo in grado quindi di scegliere le posizioni migliori, ubicate nei luoghi più frequentati dal target e anche in prossimità dello store. Gli utenti potranno andare nel punto vendita più vicino, sempre che il messaggio li invogli a farlo!

Portare le persone nel punto vendita resta una delle sfide più complesse

Ognuno propone la sua ricetta, sempre giusta, quasi magica e per chi deve operare delle scelte per il proprio brand o servizio, è sempre più difficile trovare la strada corretta, il percorso migliore.

Perché è di percorso che si tratta: quello che il consumatore e utente della pubblicità deve fare prima di decidere se entrare in negozio o mettere un prodotto in un carrello virtuale per completare l’acquisto.

La verità è che non esiste la formula magica. L’unica via è studiare una tattica che ragioni sul “qui e ora”, ma che tenga anche in considerazione una strategia di lungo termine, che sappia parlare al proprio target usando un linguaggio semplice e diretto.

L’outdoor converte come gli altri mezzi, a volte probabilmente di più, soltanto che non abbiamo strumenti scientifici per calcolarlo, anche se oggi possiamo avere degli indicatori molto utili.

È indubbio che dia una spinta notevole in termini di impatto e visibilità. Non si può evitare e qualifica il brand, se la scelta delle posizioni è corretta.

Pianificando campagne nei punti nevralgici di una città (stazioni, metropolitane, grande arterie di traffico, ecc), l’outdoor funge da ricordo, amplificando l’effetto di una presenza online, ad esempio.

Aumentiamo la brand awareness dove serve, con un obiettivo ben preciso (sempre): portare le persone a compiere un’azione e cioè andare in un punto vendita.

Costa tanto? A volte sì, in termini assoluti. Ma vale molto e con la strategia giusta può fare la differenza.

Inoltre aggiunge il sale, il sapore che spesso manca alle pianificazioni qualche volte piatte e scontate.

💡 Portaci le tue idee! Potranno diventare reali con una campagna outdoor studiata e pianificata nei dettagli.

► Visita www.mediakeys.it .

Maria Clotilde Spallarossa

 

 

 

 

 

maria-clotilde.spallarossa@mediakeys.com